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Partenariato con la Croce Rossa Svizzera Impegnata per una
Svizzera sana

La pandemia è arrivata in Svizzera proprio quando stavamo per lanciare il nostro partenariato con la Croce Rossa Svizzera (CRS), alla quale abbiamo naturalmente voluto offrire subito il nostro sostegno. Nel giro di poco tempo Helsana ha donato alla CRS un milione di franchi.

La CRS ha utilizzato metà della cifra per procurare le mascherine di protezione soprattutto al personale e ai volontari addetti all’assistenza di malati e pazienti a rischio. L’altra metà della somma è confluita in offerte di sostegno nazionali legate alla crisi pandemica. La CRS è così riuscita a soccorrere in modo rapido e senza vincoli burocratici le persone colpite dalle difficoltà finanziarie provocate dalla crisi, assicurando loro fino a mille franchi al mese per le spese di prima necessità.

Helsana ha inoltre supportato la CRS fornendo personale: i suoi collaboratori e collaboratrici con formazione medica hanno lavorato nel centro di test per il depistaggio del coronavirus a Berna. Tra loro Corinne Winkelmann, che si è subito dichiarata disponibile ad aiutare nel nuovo centro per i test «drive-in». «Ho capito immediatamente che volevo dare una mano», spiega. Corinne Winkelmann è impiegata presso Helsana dal 2008. In precedenza aveva lavorato come infermiera SUP. Nel centro per il coronavirus ha fornito assistenza nel prelievo di campioni, imballandoli a regola d’arte per il trasporto al laboratorio. Come previsto, a settembre abbiamo lanciato la campagna sul tema del primo soccorso.

Per saperne di più sul partenariato con la Croce Rossa Svizzera

Al sito web di Helsana

Campagna primo soccorso

Cosa fare se qualcuno ha un’urgenza medica? Secondo un’indagine svolta su incarico della Croce Rossa Svizzera (CRS) e di Helsana: la metà della popolazione non sa bene come comportarsi in situazioni di emergenza ed è incerta sulle misure di primo soccorso da prestare. Il motivo è da attribuire a conoscenze carenti o non aggiornate. Non sorprende: molti degli intervistati ammettono di avere concluso l’ultimo corso di primo soccorso diversi anni o decenni fa o di non averne mai frequentato uno.

Il maggior numero possibile di persone dovrebbe essere in grado di fornire primo soccorso. Helsana e la Croce Rossa Svizzera si impegnano per il raggiungimento di questo obiettivo.

L’intervento tempestivo è vitale, specialmente in caso di urgenza medica. I primi soccorsi vanno prestati a persone ammalate o infortunate fino all’arrivo dell’assistenza medica professionale. Con il primo soccorso si possono evitare o limitare danni alla salute o persino salvare vite.

Per saperne di più sull’indagine «Cosa fare in caso di emergenza» della CRS e di Helsana

Al sito web di Helsana

Agire rapidamente è cruciale

Da tempo ormai nei corsi di primo soccorso si impara come utilizzare correttamente un defibrillatore. Simili dispositivi per l’emergenza sono ormai presenti ovunque: negli edifici pubblici e commerciali così come nelle stazioni o in prossimità degli impianti di risalita. Tuttavia, molti ancora non sanno come utilizzare un defibrillatore in casi di estrema urgenza, anche se il loro impiego è elementare. Basta aprire la valigetta e seguire passo dopo passo le istruzioni all’interno. Con il dispositivo è impossibile provocare danni, al contrario: si può «solo» salvare una vita.

Scoprite di più sul funzionamento di un defibrillatore.

Rianimazione con defibrillatore (DAE)

DAE sta per defibrillatore automatico esterno. Si tratta di un dispositivo medico di ausilio alla rianimazione di una persona in condizioni di arresto cardiocircolatorio. Il suo utilizzo non comporta rischi: il defibrillatore valuta se occorre inviare una scarica. Può essere usato per rianimare anche bambini a partire dagli 8 anni circa o da 25 chilogrammi di peso corporeo.

1. Prendere il defibrillatore

Se sul posto sono presenti più soccorritori, dopo la chiamata ai servizi di soccorso una persona recupera il defibrillatore, mentre gli altri praticano compressioni toraciche senza interruzioni. Accendere il defibrillatore e seguire le istruzioni.

2. Scoprire il torace

Scoprire il torace in modo da posizionare gli elettrodi.

3. Applicare gli elettrodi

Uno sul lato destro del petto del paziente al di sotto della clavicola, l’altro sull’arco costale sinistro. Durante l’applicazione degli elettrodi occorre proseguire con le compressioni toraciche con brevi interruzioni.

4. Seguire le istruzioni

Il resto della procedura viene accompagnato dal defibrillatore che impartisce istruzioni vocali.

«Siete pronti?»

A settembre 2020, Helsana ha avviato insieme alla CRS un’estesa campagna di primo soccorso diffusa su tutti i canali, con l’obiettivo di aumentare le conoscenze e incoraggiare ad aiutare. Così che tutti possiamo salvare vite in caso di emergenza.Nel quadro della campagna, comunichiamo i temi sul primo soccorso su tutti i canali. Su Helsana+ è stato pubblicato il seguente quiz.

Fate il test.

Avreste saputo rispondere?

Una persona giace a terra. Sembra che non respiri e che sia priva di conoscenza. Quale numero di emergenza chiamate?

Alla parete della stazione a monte di una teleferica è montato in posizione ben visibile un defibrillatore. Chi ha il diritto di usarlo?

Di quale percentuale diminuiscono le probabilità di sopravvivenza di una persona colpita da arresto cardiaco se non le vengono applicate subito le prime misure di rianimazione?

Quali di questi sintomi non sono tipici di un ictus cerebrale?

In che caso un comune cittadino non appartenente al settore sanitario è punibile ai sensi del diritto svizzero?

Helsana versa nuovi contributi a corsi di primo soccorso

Per la clientela dell’assicurazione integrativa COMPLETA, Helsana partecipa al 75 per cento o fino a un massimo di duecento franchi per anno civile ai costi di corsi selezionati della Federazione svizzera dei samaritani, un’organizzazione di salvataggio della CRS.

Al sito web di Helsana

Alexandra Löwy è caduta da cavallo durante un esercizio di volteggio, riportando fratture vertebrali multiple. Per fortuna le sue colleghe sono intervenute nel modo giusto. L’atleta 23enne racconta.

Per Leonardo Bucci, infermiere, la tempestività è insita nel suo mestiere. Lo ha dimostrato anche al di fuori del lavoro, rianimando un uomo sul tram.

Testimonianze